Internet ha perso la duplice caratteristica
della materialità e della territorialità
generando non pochi problemi per la tutela della proprietà
intellettuale. La facilità con cui la rete ha
superato la fase dell'intermediazione e della distribuzione
(si pensi ad un libro o ad un brano musicale on-line)
crea il convincimento per cui tutto ciò che può
essere reperito in rete è di tutti e di nessuno.
Quando si parla di e-copyright tale premessa non va
mai dimenticata e mai sottovalutata, soprattutto se
messo in relazione con la tematica dell’Open Source
e del suo rivoluzionario modo di concepire la proprietà
intellettuale.
Nel novembre del 1988 la Commissione
Europea, con il libro verde sul diritto d'autore e le
sfide tecnologiche si è posta, per prima, l'obiettivo
di aggiornare e armonizzare tra gli stati membri le
rispettive normative sul diritto d'autore per lo più
vetuste e prive di riferimenti al mondo virtuale. Dal
1988 ad oggi, molti passi sono stati fatti e grazie
all'impulso comunitario anche in Italia si è
visto un processo di ringiovanimento della ormai ultrasessantenne
legge 633/41 sul diritto d'autore. |